
Il Palazzo dell’ex Ginnasio (XIX sec.)
Storica sede del Regio Ginnasio nicastrese, da cui trae il nome anche la via in cui si trova, e nel tempo di altre scuole di vario ordine e grado, il palazzo in questione è stato costruito nella forma architettonica attuale da Alessandro Cimino, originario di Conflenti, e da Davide Mauro, di Scigliano, entrambi noti commercianti che avevano acquistato sul finire dell’Ottocento il fabbricato preesistente di proprietà della famiglia Stella e già appartenuto alla famiglia Mazza.
Davide Mauro gestiva un servizio di corriere tra Soveria Mannelli, Nicastro e Sant’Eufemia Marina ed è stato il primo nicastrese d’importazione ad avere un telefono interno alla propria abitazione.
Il palazzo fu abitato almeno fino a metà Ottocento dalla famiglia Mazza (come risulta dallo Stato delle Anime del 1851).
Una presenza, quella dei Mazza, di cui resta ancora oggi traccia nella toponomastica delle aree adiacenti: “Orto di Mazza” indica infatti il terreno libero utilizzato in seguito come palestra scolastica, mentre “’a Ruga ‘i Mazza” il rione di case intorno ad esso.
L’edificio passò quindi in proprietà della famiglia Stella che, come già detto, lo cedette infine a Cimino e Mauro.
Lo storico nicastrese Pietro Ardito, nella sua opera Spigolature storiche sulla città di Nicastro del 1889, menziona l’origine del rione sviluppatosi intorno all’Orto di Mazza, facendola risalire ad un’ennesima inondazione del fiume Piazza avvenuta nel 1823. Secondo l’Ardito in seguito a tale evento si formarono tre nuovi agglomerati di case tra cui la Vignola Statti, la Vignola Stella e appunto l’Orto o Ruga di Mazza, che Ardito localizza “a levante del vecchio palazzo di Casa Mazza nel luogo detto il Belvedere”, intendendo il Palazzo Caracciolo-Mazza (S. Tarcisio) rispetto al quale il suddetto spazio si trova appunto a Est.
Acquisito al patrimonio comunale e restaurato, in tempi più recenti il palazzo è stato per un periodo sede della Facoltà di Agraria dell’Università di Catanzaro. Attualmente è sede del Culture Med Hub, un nuovo polo culturale promosso dall’International Culture Foundation e dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro destinato all’alta formazione, ricerca e cooperazione euro-mediterranea.
INSERIRE FOTO DEL PALAZZO
Didascalia:
Il Palazzo dell’ex Ginnasio (XIX sec.), Via Ginnasio, Quartiere Belvedere.
Palazzo Blasco è un falso?
Certamente curiosa e da approfondire è la vicenda per la quale a partire dalla metà degli anni 2000, all’indomani del restauro dell’ex Ginnasio da parte dell’Amministrazione Comunale, la comunicazione istituzionale relativa all’immobile ha iniziato a fare riferimento ad esso come “Palazzo Blasco”.
Definito, a ragione, nelle brochure divulgative ufficiali come una “finestra inaspettata su Lamezia, una terrazza sul golfo, uno scorcio nuovo sul castello Normanno”, il palazzo viene infatti contestualmente anche fatto risalire e associato alla famiglia Blasco “di origine spagnola, giunta in Calabria nel XVI secolo a seguito della conquista aragonese del Regno di Napoli. Ferrante Blasco nel 1608 fu sindaco dei nobili di Nicastro e nel 1611 anche governatore generale del Baliaggio di S. Eufemia”. Così recita l’opuscolo informativo dell’Amministrazione Comunale, che inoltre attribuisce ai Blasco anche lo stemma in ferro battuto del sopraporta.
Tuttavia il legame tra i Blasco e la costruzione dell’edificio in questione non è supportato a oggi da alcuna documentazione, né gli storici locali riportano tale circostanza.
Al contrario, in altra zona del centro storico, esiste tuttora la cosiddetta “Ruga dei Blaschi”, attuale via Enrico Colosimo, ovvero la strada che dal rione S. Francesco scende verso Piazza d’Armi. Ed è sempre qui che nacque, nel 1734, il pittore Francesco Colelli di cui gli stessi Blasco furono padrini e committenti: a tal riguardo giova segnalare che lo stemma dei Blasco che appare su due opere del Colelli, risulta differente da quello in ferro battuto del palazzo a loro attribuito.
È quindi la toponomastica storica ad indicarci che è in questo luogo che va collocato il Palazzo della famiglia Blasco, probabilmente danneggiato dal sisma del 1638 ma di cui restano visibili, tuttavia, alcuni elementi architettonici come i peducci e soprattutto l’antico portale.
VOLENDO SI POSSONO INSERIRE FOTO DELLO STEMMA IN FERRO BATTUTO DELL’EX GINNASIO OPPURE DI VIA COLOSIMO
Didascalia:
La “Ruga dei Blaschi”, Via Enrico Colosimo, Quartiere S. Francesco



