Piazza Mazzini
Quella che è da sempre conosciuta come Piazza d’Armi (per la toponomastica ufficiale Piazza Mazzini), prima delle profonde trasformazioni urbanistiche del Novecento, ricadeva in un’ampia area libera (all’epoca periferica rispetto ai vari nuclei urbanizzati), attraversata, spesso rovinosamente, dal fiume cosiddetto della Piazza. Un nome che portava in sé la particolare caratteristica del suo corso di attraversare, dividendola in due, quella vasta area, utilizzata nel tempo per esercitazioni militari, fiere, mercati, spettacoli circensi, giostre e, a partire dal 1920, persino per partite di calcio della neonata squadra locale, l’Unione Sportiva Vigor.
Dopo innumerevoli alluvioni che gli argini predisposti a proteggere la città non riuscivano puntualmente a contenere, fu solo grazie a imponenti lavori di sistemazione e deviazione del corso del fiume (condotti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento) che l’ampio spazio demaniale iniziò ad urbanizzarsi fino a configurarsi tra gli anni ‘50 e ‘60 anche come giardino pubblico al centro di un importante crocevia di collegamento.
Da sempre luogo di commerci e sede di una storica fiera del bestiame (a cui era legata la presenza di un abbeveratoio detto ‘u viviari), la piazza era storicamente considerata come il punto di arrivo dei forestieri dai centri vicini, anche per la presenza della fermata delle autolinee (‘u pustali). A testimonianza di questa sua storica vocazione commerciale, la piazza ospita ancora oggi una caratteristica fiera della cipolla e dell’aglio rosa in occasione della festività dei SS. Pietro e Paolo (27-29 giugno), patroni della città.
Ma è soprattutto il suo giardino, la villa, con la sua storica fontana, a rappresentare Piazza d’Armi nell’immaginario collettivo cittadino: scenario di ricordi legati all’infanzia di tanti lametini, seppur interessata da un restyling nel 2015, la villa è oggi un luogo in cui si concentrano diverse iniziative pubbliche e private che puntano a restituire alla piazza un nuovo decoro come spazio sociale e culturale.
La Fontana Nuova
Certamente singolare la vicenda della monumentale Fontana Nuova della villa di Piazza d’Armi. Progettata nel 1838 dall’ing. Basilio Frangipane, la fontana era originariamente collocata nello spazio antistante l’attuale Palazzo di Città, chiamato appunto Largo Fontana Nuova.
L’aggettivo di “nuova” si riferiva al fatto che andava a sostituire un’antica fontana con abbeveratoio presente nelle vicinanze.
In seguito alla decisione di realizzare il Monumento ai Caduti della Grande Guerra nello stesso spazio in cui si trovava la Fontana, l’Amministrazione cittadina la trasferì nel 1923 in quella che allora era chiamata Piazza Littorio e che è oggi conosciuta come Piazza Rotonda, nei pressi di Piazza d’Armi.
Dopo anni di trascuratezza e degrado, alla fine degli anni ’40 la fontana fu nuovamente smantellata e temporaneamente allocata nel cortile dell’Edificio Scolastico, dove rimase fino a quando, alla metà degli anni ’50, con la creazione del giardino pubblico di Piazza d’Armi, ne fu decisa l’installazione nell’ambito dello stesso.
Agli inizi degli anni 2000 la fontana ha subito un intervento di restyling che le ha restituito l’aspetto originale ottocentesco, ricavato attraverso lo studio delle foto d’epoca. In particolare, oltre al restauro del gruppo centrale scanalato, della coppa superiore e della vasca a pozzo, la fontana è stata rialzata su un basamento circolare e sono stati ricostruiti diversi elementi che erano andati perduti: i quattro zampilli in pietra e le relative vaschette, la ringhiera in ferro e i quattro vasi in pietra esterni.










